Bach. Variazioni Goldberg. Variatio 7

Data

September 17, 2016

Categoria

Bach at my side, Variazioni Goldberg

Descrizione

La Variazione 7 è scritta in 6/8, come diverse danze barocche. Nel 1974, quando fu scoperta la copia di Bach della prima edizione delle Variazioni Goldberg, si notò che su questa variazione Bach aveva scritto il titolo “al tempo di Giga”. Le implicazioni di questa scoperta per le nuove interpretazioni sono apparse meno chiare di quanto si pensasse. Nel libro The Keyboard Music of J. S. Bach lo studioso e musicista David Schulenberg nota che la scoperta “sorprese i commentatori del ventesimo secolo che sostenevano che le gighe dovessero essere sempre veloci e fugaci.” Tuttavia, “al di là della terminologia italiana [giga], questa è una gigue francese, [meno rapida]” Infatti, egli nota, il disegno ritmico puntato di questa variazione è molto simile a quello della giga dalla seconda Suite Francese di Bach e a quella della Overture Francese. Questo tipo di giga è conosciuta come “Canaria”, basata sul ritmo di una danza nata nelle isole Canarie.
Egli conclude, “Non ha bisogno di essere veloce”. Inoltre, Schulenberg aggiunge che “i frequenti trilli corti e appoggiature” precludono un tempo troppo rapido.

La pianista Angela Hewitt, nelle note della sua registrazione del 1999 per Hyperion, sostiene che aggiungendo la notazione “al tempo di giga”, Bach stava ammonendo contro un tempo troppo lento, per cui suggeriva una danza come una Forlane o una Siciliana. Ella aggiunge, come Schulenberg, che si tratta di una giga francese, non italiana, e si suona in un tempo non troppo affrettato.

Al di là di tutte queste speculazioni, secondo me è ovvio che questo pezzo non si possa eseguire più mosso che un certo tempo, per una ragione molto semplice: la melodia è composta di semiminime e crome. Questa linea viene interrotta da diversi gruppi di biscrome. Se la melodia (semiminime e crome) fosse veloce, queste biscrome diverrebbero ineseguibili. Per questo, scrivendo “al tempo di giga”, Bach ci insegna il tempo di esecuzione di una danza francese.

Qui, nei ritornelli, cambio la dinamica: la seconda volta, suono molto più piano che la prima. Questa è una pratica molto comune nel periodo barocco.